L'Italia in guerra

trinceaL'Italia entrņ in guerra il 24 maggio 1915, un anno dopo l'inizio della guerra.

Gli accordi della Triplice Alleanza prevedevano che ciascun paese entrasse in guerra solo se uno dei membri fosse stato attaccato (si tratta di un'allenza di natura difensiva). Poiché l'Austria aveva dichiarato guerra alla Serbia e la Germania aveva invaso il Belgio, il governo italiano non si sentì in obbligo di entrare in guerra.

L'Italia era divisa tra interventisti e neutralisti.

Neutralisti

I socialisti erano contrari alla guerra e la consideravano un inutile massacro voluto dalla borghesia che sarebbe costato la vita dei proletari senza dare nulla in cambio. Anche i cattolici erano neutralisti, mentre i liberali consideravano l'Italia troppo debole per entrare in guerra.

Interventisti

Favorevoli alla guerra erano i nazionalisti e i socialisti rivoluzionari. Gli irredentisti volevano che l'Italia entrasse in guerra contro l'Austria per completare l'unità nazionale conquistando il Trentino e il Venezia-Giulia.

Il patto di Londra

Intanto nel paese si moltiplicarono le manifestazioni dell'entrata in guerra. Anche Vittorio Emanuele III era favorevole all'intervento. Il parlamento cedette e con il Patto di Londra (26 aprile 1915) il governo italiano creò le premesse per un ingresso in guerra: in caso di vittoria il Trentino, L'Alto Adige, Trieste, l'Istria e la Dalmazia sarebbero diventati Italiani.

L'italia in guerra

Il 24 maggio 1915 l'Italia entra in Guerra contro l'Austria.

Il comandante dell'esercito italiano Luigi Cadorna lanciò fra giugno e dicembre 1915 una serie di assalti ricordati come le battaglie dell'Isonzo.

Contrariamente alle speranze di coloro che credevano che sarebbero bastati pochi mesi di guerra, l'Austria era preparata da tempo a una guerra contro l'Italia, aveva predisposto fortificazioni ben armate, dal Trentino alle Alpi Carniche e lungo il fiume Isonzo.

Inoltre l'esercito italiano era composto in maggioranza da contadini, maldisposti verso la guerra, poco addestrati e insufficientemente equipaggiati.

In breve anche il fronte italiano, fu caratterizzato da un'estenuante guerra di posizione, senza particolari mutamenti con l'unica eccezione della Rotta di Caporetto (1917) e della conclusiva Battaglia di Vittorio Veneto (1918).